San Giovanni Rotondo: Le attività dell’Amministrazione Comunale per la gestione del rischio idraulico dell’abitato

I rischi idrogeologici a cui è sottoposto l’abitato di San Giovanni Rotondo sono da tempo noti a causa delle caratteristiche morfologiche del territorio urbano, ancora più evidenziate a seguito dell’evento alluvionale del settembre 2009.
I rischi idrogeologici di un territorio sono riportati in uno strumento pianificatorio redatto dall’Autorità di bacino della Puglia sin dal 2004 in forma di Progetto di PAI (Piano per l’Assetto Idrogeologico) che è diventato PAI con la sua approvazione nel dicembre 2005. In entrambe le versioni del PAI si evinceva che l’abitato era sottoposto a rischi idrogeologici importanti a causa della presenza di valloni a monte che avrebbero costituito un grave pericolo per l’incolumità delle persone e delle cose in caso di alluvione.
Successivamente, nel 2006, sono state modificate le perimetrazioni delle aree a pericolosità e a rischio idraulico mediante nuovi scenari di allagamento, ma il pericolo rimaneva sempre evidente.
La prova finale che ha dimostrato effettivamente il livello di pericolo a cui è sotto-posto l’abitato è stata l’alluvione del 2009, che ha interessato fortunatamente solo una piccola parte del bacino idrografico sotteso all’abitato, ma che ha causato co-munque ingenti danni ai beni e alle attività produttive locali.
Nel frattempo le amministrazioni che hanno governato la città dal 2004 si sono avvicendate inutilmente a proporre interventi per la difesa idraulica dell’abitato con numerose ipotesi progettuali, tutte fallimentari e prontamente respinte dalle autorità competenti in materia in quanto ritenute non idonee alla messa in sicurezza idrogeologica della città. Ne è prova l’ultima nota  della Regione Puglia – Settore Difesa del Suolo dell’agosto 2011 che rigettava l’ennesimo progetto di messa in sicurezza dell’abitato predisposto dalla passata Amministrazione e invitava l’attuale Amministrazione a proporre rapidamente un’altra ipotesi progettuale, valida ed efficace, per un possibile finanziamento.

Nell’arco di poche settimane questa Amministrazione ha dato il via alla elaborazione di nuove ipotesi di intervento valide che si è conclusa con la predisposizione di un progetto che ha finalmente ottenuto la condivisione degli uffici regionali preposti e dell’Autorità di bacino. Prova di quanto detto è la recente la dichiarazione per mezzo stampa dell’Assessore Regionale ai LL.PP. che San Giovanni Rotondo sarebbe stata inserita nella programmazione regionale per la difesa del suolo per finanziare uno stralcio funzionale delle nuove opere di difesa idraulica individuate per un importo di 2,2 milioni di euro.
In pochi mesi, quindi, questa Amministrazione è riuscita a delineare una progetta-zione valida ed efficace per la messa in sicurezza dell’abitato, ad ottenere le neces-sarie condivisioni da parte degli enti preposti e a inserire nella programmazione regionale l’intervento per un futuro finanziamento. Si parla di futuro finanziamen-to in quanto in questo periodo di evidente crisi economica la certezza delle risorse economiche regionali è ancora la verificare, ma la certezza di un intervento utile e definito per la difesa della città è verificata e consolidata.
L’Amministrazione è comunque attiva per la ricerca di altri canali di finanziamen-to, compreso anche l’autofinanziamento, per al realizzazione di opere che comun-que sono già approvate.
Inoltre, è in corso la ricerca di soluzioni tampone e a basso costo per risolvere i disagi che la città vive durante le piogge ordinarie. Si tratterà prevalentemente di soluzioni provvisorie nell’attesa della sistemazione definitiva del sistema di drenaggio delle acque meteoriche.
Per quanto riguarda invece il rischio alluvione, nelle more di reperire le opportune risorse economiche per realizzare le opere di difesa definitive, questa Amministrazione presto darà il via alla redazione del Piano di protezione civile per il rischio idrogeologico che conterrà la individuazione e la perimetrazione delle aree con pericoli naturali elevati a cui è sottoposto l’abitato (colate detritiche rapide, deflussi idraulici violenti, allagamenti), la definizione delle regole comportamentali per coloro che ricadono in dette aree, l’individuazione di piccole opere di protezione e di precauzione che dovranno essere attivate in caso di allarme, un sistema di allertamento pluviometrico e un sistema di gestione dell’emergenza.

Il Piano di protezione civile per il rischio idrogeologico e la sua gestione consentirà di ridurre l’impatto di un eventuale evento alluvionale in assenza di opere di difesa. Anche con queste iniziative si vuole dimostrare che questa Amministrazione è sempre attiva per affrontare la problematica del rischio idraulico e per dare una risposta seria alla popolazione, in questo caso con costi molto contenuti.

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16 novembre 2011
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