Monteleone di Puglia: approvato regolamento che limita l’accesso agli atti per i consiglieri di minoranza

E il gruppo della “Primavera” annuncia battaglia per la legalità e la trasparenza. L’Opposizione: «il vile gesto del novello Pinochet»

Contro ogni Legge ed ogni buon senso, Carmelo Morra presenta e fa approvare a maggioranza,  in Consiglio comunale, un regolamento che limita l’accesso agli atti per i consiglieri di opposizione. «Lo aveva annunciato e lo ha prontamente fatto – afferma Antonietta Colangelo, capogruppo della Minoranza – ma queste meschinità sono le uniche promesse che sa mantenere. È vergognoso che ad essere promotore di questo ignobile regolamento sia un senatore della Repubblica. Ed è ancor più avvilente che nel Consiglio comunale tenuto sabato scorso, per la Maggioranza abbia parlato soltanto il sindaco dimostrando ancora una volta che i suoi consiglieri servono soltanto ad alzare la mano». Una discussione durata  più di due ore,  durante la quale i quattro rappresentanti della “Primavera di Monteleone” hanno dato battaglia adducendo sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, oltre ai pareri della “Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi” della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per indurre alla ragione il sindaco Carmelo Morra. «Ma per il senatore del Pdl non vi è legge, né sentenza, né Commissione che tenga: l’Opposizione non deve dare fastidio – ironizza l’ex primo cittadino Giovanni Campese – non deve controllare, non deve sapere e non deve denunciare. Insomma non deve fare opposizione. È un regolamento che viola la legge sulla trasparenza e che, paradossalmente, riconosce più diritti al semplice cittadino che ai consiglieri comunali – incalza Campese – Basti pensare che secondo questo documento obbrobrioso, in alcuni casi i consiglieri dovrebbero attendere fino a 40 giorni, mentre un cittadino 30. È un regolamento inapplicabile – conclude – perché in contrasto con la norma ed essendo tale non lo rispetteremo. Chi ci negherà l’accesso agli atti si assumerà ogni responsabilità perché commetterà un reato penale». Stupore al limite dell’incredulità hanno suscitato i consiglieri di maggioranza che durante tutto il Consiglio non hanno proferito parola pur sollecitati dall’Opposizione ad esprimere un parere. «Si è costruito una Maggioranza su misura – afferma la consigliera Tina Preziosi – Carmelo Morra si è circondato di persone che approvano ogni documento, senza se e senza ma. Per i nostri otto colleghi volerebbe anche l’asino se fosse il senatore Morra a dirlo».  Il consigliere Pasquale Rigillo, annunciando un immediato ricorso al Tar sottolinea che «Carmelo Morra si atteggia ancora una volta a novello Pinochet. Nella nostra conferenza stampa tenuta a inizio settembre a Palazzo Dogana – rimarca – avevamo segnalato questa volontà del sindaco-senatore. E lo abbiamo ribadito anche durante il convegno organizzato ad inizio novembre per trattare proprio i temi della legalità e della trasparenza. Carmelo Morra è stato stanato – conclude Rigillo –  Ci appelleremo a tutti gli organi competenti per denunciare questa vera e propria emergenza democratica nel Comune di Monteleone sicuri che tutti, a partire dal Prefetto, raccoglieranno le nostre rimostranze».

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29 novembre 2010
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