Foggia: Stregati da Walter Siti – “Resistere non serve a niente”

Giovedì 30 maggio, ore 19, spazio live Ubik. “Il grande romanzo del nostro tempo”. Uno dei maggiori indiziati alla vittoria finale del Premio Strega 2013, in libreria

resistere copertina“L’aspetto fisico e il denaro sono al centro del romanzo, due ossessioni molto forti perché legate al consumo, ma c’è anche un’altra ossessione forse troppo presto rimossa dalla nostra vita: la presenza del sacro. Volevo scrivere un libro molto più buono, ne è uscito uno cattivo”. Così Walter Siti, uno degli scrittori più importanti di sempre, intellettuale di grande levatura non solo sul piano nazionale, curatore dell’opera omnia di Pier Paolo Pasolini. Ma soprattutto autore del romanzo Resistere non serve a niente (Rizzoli), tra i maggiori indiziati alla vittoria del Premio Strega 2013 e secondo molti “il grande romanzo del nostro tempo”. Giovedì 30 maggio, alle ore 19, l’autore di Troppi paradisi, altra perla della sua produzione narrativa, incontra i lettori della libreria Ubik di Foggia. Conversano con Walter Siti il critico letterario e docente Vito Santoro (direttore della rivista Narrazioni) e il direttore artistico della libreria Michele Trecca. Durante la serata inoltre, verranno rese note le modalità di partecipazione per l’iniziativa 2013 di Segna il tuo Libro – La festa dei lettori, in programma come l’anno scorso nel mese di luglio. L’incontro con Walter Siti è, senza dubbio, il più importante di questa stagione di eventi in libreria.

Resistere non serve a niente (Rizzoli, 2012; collana: La Scala; pagine 324, € 17). Molte inchieste ci hanno parlato della famosa “zona grigia” tra criminalità e finanza, fatta di banchieri accondiscendenti, broker senza scrupoli, politici corrotti, malavitosi di seconda generazione laureati in Scienze economiche e ricevuti negli ambienti più lussuosi e insospettabili. Ma è difficile dar loro un volto, immaginarli nella vita quotidiana. Walter Siti, col suo stile mimetico e complice, sfrutta le risorse della letteratura per offrirci un ritratto ravvicinato di Tommaso: ex ragazzo obeso, matematico mancato e giocoliere della finanza; tutt’altro che privo di buoni sentimenti, forte di un edipo irrisolto e di inconfessabili frequentazioni. Intorno a lui si muove un mondo dove il denaro comanda e deforma; dove il possesso è l’unico criterio di valore, il corpo è moneta e la violenza un vantaggio commerciale. Conosciamo un’olgettina intelligente e una scrittrice impegnata, un sereno delinquente di borgata e un mafioso internazionale che interpreta la propria leadership come una missione. Un mondo dove soldi sporchi e puliti si confondono in un groviglio inestricabile, mentre la stessa distinzione tra bene e male appare incerta e velleitaria. Proseguendo nell’indagine narrativa sulle mutazioni profonde della contemporaneità, sulle vischiosità ossessive e invisibili dietro le emergenze chiassose della cronaca, Siti prefigura un aldilà della democrazia: un inferno contro natura che chiede di essere guardato e sofferto con lucidità prima di essere (forse e radicalmente) negato (IV di cop.).

«Ormai il mondo è piccolo come un pugno, il denaro ha sconfitto la geografia; in millesimi di secondo, nell’etere, si spostano capitali e si invertono fortune; un clic del mouse e sorgono palazzi di vetro in periferie desolate – palazzi che resteranno vuoti perché la loro unica funzione è riciclare l’immaginario. Neonate metropoli cinesi condizionano lo squallore di antichi centri siderurgici; non più centro né periferia, segni urbani disarticolati si fanno beffe di patria e territorio. Non è vero che gli aeroporti siano dei non-luoghi: che si presentino come infiocchettate capsule del lusso o come casermette ai margini del deserto, con gigantografie di sceicchi inturbantati o con la scritta in bella mostra “advertising space available”, sono il luogo perfetto per chi è scontento di sé» (un estratto dal romanzo di Walter Siti, pag.160).

In Resistere non serve a niente l’orizzonte degli eventi è a pagina 51, dove l’autore che fino ad allora si è esposto in prima persona con il proprio nome e cognome e i suoi riferimenti di vita si congeda dal lettore affidando il romanzo ad un narratore onnisciente. Perché? Nel corso di una festa a casa di una soubrette televisiva Walter Siti – proprio lui, il professore universitario settantenne, curatore dell’opera omnia di Pasolini, autore di romanzi come Troppi paradisi e Contagio, amante e cultore di giovani dai corpi scolpiti dal body building – incontra Tommaso, un trentacinquenne finanziere d’assalto, che mostra simpatia nei suoi confronti e volontà d’approfondimento della loro conoscenza. Dopo una breve frequentazione, per sottrarlo alla minaccia di sfratto, Tommaso compra la casa che Walter abita da venticinque anni e sente ormai propria lasciandogliela in usufrutto alle stesse condizioni, in cambio gli chiede di mettere per iscritto la sua vita che egli gli racconterà. Comincia il romanzo (estratto dalla recensione di Michele Trecca, pubblicata sulla rivista L’Immaginazione e disponibile in versione integrale, sul blog della libreria Ubik).

Walter Siti. originario di Modena, vive a Roma. È critico letterario, saggista e scrittore. Ha insegnato nelle università di Pisa, Cosenza e L’Aquila. È il curatore delle opere complete di Pier Paolo Pasolini per la pregiata collana editoriale “I Meridiani” (Mondadori). Importanti, alcuni suoi saggi su Eugenio Montale e Sandro Penna. Tra i suoi libri ricordiamo La magnifica merce (2004), Troppi paradisi (2006) e Il contagio (2008), di cui Il canto del diavolo è la naturale prosecuzione. Dal novembre del 2008 tiene sulla “Stampa” di Torino una rubrica di televisione intitolata La finestra sul niente. Da segnalare, anche la recente uscita di critica per la casa Nottetempo: Il realismo è l’impossibile.

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27 maggio 2013
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