Foggia: Bari come non la conosce nessuno – Alessio Viola racconta la notte

Appuntamento con il genere noir: un romanzo già diventato “un caso”

dove comincia la notteE’ impossibile colpire al cuore chi non ha cuore. Fra banditi etici e sbirri spietati, Alessio Viola racconta il lato oscuro di Bari. Una “raccomandazione” che suona come una benedizione: quella dell’autore di Romanzo criminale, Giancarlo De Cataldo, all’allievo Alessio Viola, stampata sulla copertina di Dove comincia la notte. Venerdì 22 marzo, alle ore 18.30, l’autore incontra i lettori della libreria Ubik di Foggia, per presentare il suo romanzo d’esordio, già apprezzato dalla critica e primo esemplare della nuovissima collana Rizzoli, praticamente al debutto editoriale: “La Scala noir” . Ambientato in una Bari di dieci anni fa, Viola racconta una storia vera, frutto di indagini sul campo, frequentazioni notturne e analisi di atti processuali, grazie anche all’aiuto del magistrato Giuseppe Scelsi. Ad introdurre lo scrittore, il docente dell’Ateneo foggiano Raffaele Licinio.

Dove comincia la notte (Rizzoli, 2013; collana: La Scala Noir; pagine: 342; 16 €). Roberto De Angelis è un bravo poliziotto. Di più: è il migliore della squadra Mobile di Bari. Sempre a caccia, specialmente di notte, quando la città dimentica la propria bellezza e diventa territorio della criminalità. Ma una vita in strada è una vita di solitudine, di disillusione, di violenza quotidiana, e prima o poi anche lo sbirro più duro si domanda se ha senso lottare ancora. C’è una donna, un medico trentenne, in cui ha intravisto una possibilità di rinascita, ma lei ha un lato oscuro che non concepisce distinzione tra amore e dolore, e che Roberto non può, non vuole assecondare. L’occasione per risollevarsi arriva la sera in cui intercetta Giacinto Trentadue, un giovane spacciatore che gestisce il traffico di droga intorno a un baracchino ambulante di salsicce. Lo pedina fino a Poggiofelice, un residence alla periferia sud destinato un tempo agli sfrattati: non sa ancora, il poliziotto, di avere individuato la fortezza della nuova malavita barese, un “mucchio selvaggio” che è uscito dai quartieri storici, fuori dai clan organizzati, e si sta preparando a scatenare una campagna sanguinaria. Per lui è soltanto l’inizio di un viaggio all’inferno, oltre i propri limiti e quelli della legge. Un noir di struggente malinconia, al tempo stesso uno dei più crudi e lucidi di questi anni; è il ritratto di una città per molti aspetti sconosciuta, capace di regalare sprazzi di infinita dolcezza, e di pugnalarti al cuore un attimo dopo.

Alessio Viola. Barese, ex operaio, insegnante, oste e rugbista, ha collaborato con la Repubblica ed è editorialista del Corriere del Mezzogiorno, per i quali ha scritto fra gli altri numerosi interventi sull’economia sommersa della malavita barese, e su quella in doppiopetto.

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19 marzo 2013
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