Manfredonia: “Nel regno delle chimere. Il dono della vita oltre il dolore”

Terzo ed ultimo appuntamento, a Palazzo Celestini, con il ciclo di letture “Il sabato del libro”

Il terzo ed ultimo appuntamento con il ciclo di letture “Il sabato del libro”, organizzato dall’Assessorato alla Cultura e Politiche Sociali di Manfredonia, è con “Nel regno delle chimere. Il dono della vita oltre il dolore” scritto da Laura Regano.

Un appuntamento che si preannuncia intenso, per certi versi struggente, che vedrà intervenire don Salvatore Miscio, docente ISSR di Foggia, il dott. Carmine Mione, responsabile dei trapianti di Casa Sollievo della Sofferenza di S. Giovanni Rotondo, probabilmente ci saranno i genitori di Laura, oltre che il suo compagno, avv. Francesco Cisternino, a cui si deve la pubblicazione di quelli scritti che Laura con infinita modestia riteneva risentibili di ulteriori migliorie prima di essere diffuse, la stessa modestia che la porta a scrivere “la gente non vuole vedere il dolore, e nemmeno il ricordo del dolore che trapela dai miei occhi; così ho imparato a nasconderlo dietro un sorriso e un tono di voce tranquillo e casuale”,.

Nel corso delle letture di “Giunse veloce l’alba”, di Pasquale Caratù, e di “Capitanata Meridiana”, di Nicola Di Bari, erano presenti gli autori stessi dei libri, ma questa volta ciò non è possibile perché Laura è spirata nel 2009 mentre aspettava il suo secondo trapianto di fegato.

“Nel regno delle chimere” è un titolo emblematico perché “una chimera è composta da parti di animali differenti, come me”, perché Laura afferma che “ci sono persone che sono abituate a vivere un’esistenza tranquilla senza scossoni, ma quella non era la mia vita, era una morsa alle caviglie: io ero abituata a correre dietro alle mie chimere”.

Una storia vera di una ventunenne che all’improvviso scopre di avere nel suo corpo una bomba ad orologeria, innescata nel suo DNA, che le cambia la visione della sua vita e di riflesso di coloro che le stanno vicino, quelle stesse persone a cui lei tiene più che a se stessa. “Gabriele era sempre lì, vicino a me. Solo lui sa quanto abbia sofferto, e non ha mai avuto molto modo di parlarne: tutti erano concentrati su di me. Aveva solo ventidue anni. A me la cosa era caduta sulle spalle, ma lui aveva, più o meno coscientemente, scelto di starmi accanto. Lo stavo facendo soffrire e non potevo farci niente, tranne combattere per fargli avere le poesie che avevo scritto per lui e non ero mai riuscita a dargli, per il mio stupido pudore, per la paura del rifiuto”.

Il libro di Laura Regano, il cui ricavato delle vendite è devoluto alla Associazione Italiana Trapiantati di Fegato, è stato scritto nel corso di più anni e Francesco Cisternino, pubblicandolo, non ha voluto modificare nulla della maniera in cui si racconta lo svolgere degli accadimenti. Pagine che Francesco descrive come “incoerenti, piene di voli, sogni, salti in avanti e improvvise discese, ma proprio per questo così simili alla vita reale”. Si va avanti ed indietro nel tempo, ci sono tratti in cui possono essere ripetuti dei passaggi di cui Laura ci ha già parlato, ma “il testo non è il racconto di una vita bensì la stessa vita che non è, come tutti sappiamo e sperimentiamo, né coerente, né fluida, né lineare”.

“Non basta non voler morire, devi voler vivere” dice Laura trasmettendo il suo amore per la vita, il forte e costante desiderio di non rinunciare né alla speranza e né alla voglia di lottare per realizzare i propri sogni. “La paura della morte, del dolore, della tristezza sono un tranello, perché nel proteggersi da questo molti si proteggono anche dal complemento di questi stati emotivi, come l’amore per la vita, lo star bene, la felicità. Dopo aver conosciuto le paure e le loro immagini speculari, vago per la vita e non capisco perché tanti battelli restino nei loro porti, tanti treni viaggino vuoti, tanti destini non s’incontrino mai…”.

L’appuntamento, per una nuova occasione di crescita in un proficuo percorso di riflessione, è per le ore 18 di sabato 19 novembre, a Palazzo Celestini.

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18 novembre 2011
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