Foggia: Il Foggia Jazz Festival World Music va avanti alla grande

Dopo l’eleganza e la classe di Danilo Rea e la simpatia travolgente della Conturband, attesi stasera tre mostri sacri del panorama jazzistico internazionale: Pietro Tonolo, Eliot Zigmund e Aldo Zinonoè.

Foggia Jazz FestivalAbbiamo ancora in testa le note del maestro Danilo Rea e del suo tributo in chiave jazz al cantautore genovese Fabrizio De Andrè, che ieri sera ha emozionato l’affollatissimo pubblico del  Foggia Jazz Festival World Music, e già l’adrenalina sale per l’attesa del prossimo concerto, stasera giovedi 23, sempre sull’isola pedonale, tre mostri sacri del panorama jazzistico internazionale: Pietro Tonolo, Eliot Zigmund e Aldo Zinonoe calcheranno il palco dello storico festival musicale  per eccellenza di Capitanata. Il trio “PIANOLESS” (sax, basso batteria) e’ un organico non molto comune nella storia del jazz che tuttavia ha dato contributi di livello altissimo; tra i grandi sassofonisti che hanno frequentato questa formazione viene subito in mente Sonny Rollins che a partire dagli anni 50 ha prodotto una serie di capolavori (basti ricordare la “Freedom Suite” o “A Night at the Village Vanguard”) ma anche Lee Konitz (“Motion” con Elvin Jones alla batteria o il piu’ recente “Three Guys” con Steve Swallow e Paul Motian). Anche Pietro Tonolo si e’ spesso espresso in trio (ricordiamo il CD “Tresse” di una quindicina d’anni fa, con Henri Texier e Aldo Romano) o, più recentemente, alla guida di un trio con Joe Chambers e Essiet Essiet o Ira Coleman. In questa occasione si presenta con uno dei grandi maestri della batteria: Eliot Zigmund, attivo fin dagli anni’60 vanta infatti moltissime collaborazioni di alto livello, tra cui spiccano la militanza nel trio di Bill Evans, e nel quartetto di Charles Loyd. Aldo Zuninoe’ uno dei piu’ richiesti bassisti della scena italiana ed europea. Il repertorio ruota attorno alle composizioni di Thelonious Monk.

 

Intanto continuano le attività collaterali che da diversi anni Rino de Martino ama affiancare al suo Festival, rendendolo l’evento di gran respiro quale è.  Quest’anno c’è stato il naturale coinvolgimento degli artisti di AssoArtisti Confesercenti, di cui Rino de Martino ne è vice presidente nazionale, oltre che presidente provinciale. Uno striscione di 50 metri  srotolato come un tappeto lungo il corso Vittorio Emanuele sta prendendo vita e colore grazie alla partecipazione di circa 25 artisti. Pennelli, acrilici, gessetti, ogni forma tecnica e espressiva, purchè ispirata alla musica e in particolare al jazz, sta creando in estemporanea l’opera d’arte più lunga della storia d’arte contemporanea. Una sorta di patchwork, perché ciascun artista sta “adottando” qualche metro di stoffa e lo sta facendo “suo”, anzi nostro, perché non ci sarebbe arte se non fosse condivisa e comunicata e in questo caso anche “calpestata”. Maria Di Cosmo, Patrizia Maggi, Michele Sepe, Anna Piano, Beatrice Solimene, Maria Pia Di Stefano, sono solo alcuni dei nomi di artisti di AssoArtisti che stanno prendendo parte al progetto. Questi ultimi stanno realizzando delle silhoutte sinuose e danzanti sulle note del pentagramma, sullo sfondo di grattacieli che vogliono simboleggiare New York piuttosto che il New Orleans, terre d’origine della musica jazz, fino all’epitaffio, al Cappellone delle Croci, simboli della nostra città, che da ben 32 anni è patria del Foggia Jazz Festival World Music.

 

Questo avviene mentre Peppino Saracino, artista-scultore di AssoArtisti Levante, costruisce davanti ai nostri occhi un gigantesco sax in legno, in omaggio al logo del Foggia Jazz Festival, ideato da  Rino de Martino,  mentre versi di poesie vengono scritte a terra e appese agli alberi ..Ogni spazio ogni momento è buono per divulgare la creatività e arricchire l’evento e le nostre menti.

 

Samantha Mancini   

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23 giugno 2011
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