Foggia: “Striscia” il cartellino anche per i “colleghi” assenti: licenziato in tronco insieme ai dipendenti che voleva coprire!

“Striscia” il cartellino anche per i “colleghi” assenti: licenziato in tronco insieme ai dipendenti che voleva coprire!

L’accordo preventivo tra dipendenti per l’illecita timbratura dei cartellini (badges) giustifica la definitiva perdita di fiducia da parte del datore nei confronti dei lavoratori “truffaldini”.

Deve , pertanto, essere confermato il provvedimento sanzionatorio massimo del licenziamento, inflitto a tre dipendenti che risultavano presenti ,a giudicare dal badge “strisciato”, sul posto di lavoro, nonostante, in realtà, fossero materialmente fuori dallo stabilimento: la circostanza oggettiva verificatasi era frutto di un accordo preventivo con scambi di favori fra colleghi, abituati a “coprirsi” a vicenda! È quanto ha stabilito la Suprema Corte di Cassazione con la sentenza della sezione lavoro, n. 4693, pubblicata in data 23 marzo 2012.

Dopo la sconfitta anche in sede di Corte di Appello, tre dipendenti di un stabilimento siderurgico avevano proposto ricorso in Cassazione al fine di impugnare il licenziamento disciplinare intimato loro dall’azienda.

Sulla base delle dichiarazioni, rese dai testimoni, l’azienda era riuscita a dimostrare, durante il giudizio di merito, che uno dei dipendenti aveva timbrato, durante l’orario di lavoro e più di una volta, i cartellini “marcatempo” di tutti e tre i lavoratori, nonostante gli altri due fossero assenti!

Circostanza questa, che evidenziava come la condotta dei lavoratori fosse frutto di un preventivo accordo diretto a far risultare, fittiziamente, ottemperato l’obbligo di regolare presenza sul posto di lavoro.

Da tale fatto ne è conseguito che il reiterato comportamento dei tre dipendenti/complici è stato sufficiente a ledere la fiducia dell’azienda nella futura correttezza dell’adempimento della prestazione di lavoro.

In questo caso, trova, perciò, per la Suprema Corte, corretta applicazione il licenziamento senza preavviso che è stato intimato dall’azienda su un fatto che, peraltro, costituisce un delitto, altresì, ai sensi dell’art. 640 c.p. Così hanno affermato i magistrati di Piazza Cavour ,rigettando di fatto il ricorso dei tre lavoratori ,e condannando i medesimi  al pagamento dello spese processuali!

Avv. Eugenio Gargiulo

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26 marzo 2012
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