San Severo: arrestato stalker

I militari della Stazione Carabinieri di San Severo, in esecuzione  dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere richiesta dal sost. proc. della Procura di Foggia, dr. Vincenzo Maria Bafundi ed emessa dal giudice per le indagini preliminari, dott. Mario Talani, hanno arrestato un 40enne di San Severo responsabile dei reati di stalking, maltrattamenti in famiglia, lesioni aggravate e violenza privata.
Il tutto ha inizio  alla fine del mese di agosto 2011, quando una giovane donna, ormai stanca e quasi senza più speranze, si presenta presso la locale Stazione Carabinieri per denunciare il suo stalker ripercorrendo con precisione il vissuto di maltrattamenti e di persecuzione posto in essere dall’arrestato di una costante e seriale opera di intimidazione.  La donna ha riferito di aver intrapreso, circa 5 anni prima, una relazione sentimentale con l’uomo e di aver avuto una figlia con lui, ma che, già dopo un anno, il rapporto con lo stesso era diventato tormentato a causa dell’ossessiva gelosia che questi manifestava, tanto da impedirle di lavorare ed uscire da sola. La donna ed il compagno decidevano, inizialmente di affittare un appartamento con l’intento di convivere; l’uomo era solito raggiungerla solo in orario notturno assumendo atteggiamenti da “padrone”, indagando ogni aspetto della vita privata di lei, ispezionando persino la spazzatura, e pretendendo solo rapporti sessuali. Quando la donna tentava di ribellarsi questi diventava violento. Svariate le minacce non solo nei suoi confronti ma anche nei confronti dei familiari della vittima. Talvolta l’uomo minacciava di morte l’intero nucleo familiare della donna nel caso in cui avesse sorpreso la bambina in compagnia dei nonni. La vittima, esasperata, aveva deciso di interrompere quella relazione, ma, a quel punto lui ha iniziato a perseguitarla ancora di più, assillandola con innumerevoli telefonate ed  sms in cui esprimeva in  modo ossessivo la pretesa di incontrarla, anche con il pretesto di vedere la figlia per la quale non aveva mai  manifestato un vero interesse ma che, invece, aveva talvolta addirittura maltrattato e percosso. Ogni volta che incontrava la vittima, ovunque, la insultava pretendendo arrogantemente di riallacciare la relazione. Spesso era solito porre in essere veri e propri appostamenti, pedinare ed inseguire sia lei sia i congiunti della stessa. Più di una volta, incontratala sulla pubblica via, la bloccava impedendole di proseguire la marcia. In tantissime occasioni la vittima è stata percossa riportando lesioni non lievi. Purtroppo non sempre la donna, per paura che il suo aguzzino se ne accorgesse, si recava al Pronto Soccorso per farsi curare. Dai Carabinieri,  in sede di denuncia, la povera vittima si è convinta ad esibire i pochi referti medici in suo possesso, esito di cure alle quali era ricorsa quando il dolore era talmente forte da non poter fare a meno di farsi visitare: oltre a pugni, calci e schiaffi,  l’aggressore, in varie occasioni, l’ha ghermita alla gola, l’ha scaraventata per terra e colpita ripetutamente procurandole lesioni anche al viso e al capo.
Ossessiva era la gelosia che continuava a manifestare, tanto da impedirle in tutti i modi di lavorare ed uscire da sola, anche solo per fare la spesa, di frequentare amici e locali pubblici, di vestirsi liberamente, di intrattenersi con i familiari.  Questo assedio procurava nella donna una condizione permanente di paure ed ansie e la stessa spesso evitava di uscire.
Le indagini dei Carabinieri della Stazione di San Severo, attivate senza indugio, permettevano, soprattutto grazie alla collaborazione della vittima e delle persone informati sui fatti, di raccogliere indizi gravi, precisi e concordanti in grado di consentire una ricostruzione dei fatti che il PM e il GIP, il primo in sede di richiesta di applicazione di misura cautelare, il secondo in sede di formulazione dell’ ordinanza applicativa della citata misura,  hanno condiviso pienamente, considerata la stretta aderenza dei fatti con gli elementi probatori acquisiti.
Sulla base della gravità dei  fatti e dei gravi indizi di colpevolezza a carico, sussistendo nei confronti dell’indagato specifiche e inderogabili esigenze cautelari,  essendovi il concreto pericolo che lo stesso commetta delitti della stessa specie di quello in esame ed in particolare reiteri le violente condotte in danno della persona offesa è stato ritenuto dall’A.G. indispensabile, per la tutela dell’incolumità della persona offesa, sottoporre a misura cautelare personale coercitiva l’indagato  tradotto presso il carcere di Foggia.

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17 novembre 2011
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