San Paolo di Civitate: arrestato minore per estorsione

I Carabinieri della Stazione di Serracapriola hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare emessa dal Tribunale per i Minorenni di Bari, nei confronti di un 17enne di San Paolo di Civitate accompagnandolo presso una comunità minorile perché ritenuto responsabile del reato di tentata estorsione in concorso.
Il provvedimento scaturisce dalle risultanze di pregressa attività di indagine condotta dai Carabinieri di Serracapriola e San Paolo di Civitate i quali,  il 12 ottobre scorso, avevano già tratto in arresto un altro minore, anch’egli diciassettenne sanpaolese, per lo stesso reato commesso ai danni di un coetaneo.
La vittima era stata costretta con minacce e violenze a pagare 50 euro per ottenere la restituzione del suo cellulare e della sim card, sottrattagli verso la fine del mese di settembre 2011.  Dopo il furto del telefono, la vittima era stata contattata tramite “facebook” a pattuire tempi e luoghi di scambio nonché il versamento di 50 euro in cambio del telefonino asportatogli. La trattativa con il giovane malcapitato avveniva attraverso la chat del predetto social network e si chiudeva, infine, con un appuntamento nei pressi della Villa Comunale di San Paolo.
I Carabinieri si presentavano con il malcapitato al pattuito appuntamento e, da posizione defilata, osservavano la scienza intervenendo al momento dell’incontro tra la vittima e uno degli estorsori, arrestandolo in flagranza.
Il prosieguo delle indagini ha consentito di acquisire elementi di reità nei confronti del secondo arrestato che avrebbe avuto un importante ruolo nelle trattative con la vittima per averla contattata proprio attraverso facebook scrivendole che qualora avesse voluto il telefono indietro avrebbe dovuto versare i 50 euro.
Visti gli elementi di colpevolezza gravi, precisi e concordanti raccolti dai Carabinieri  a carico del minore il G.I.P del Tribunale per i Minorenni di Bari, in sede di formulazione dell’ordinanza emessa a suo carico, ha ritenuto sussistere il pericolo di reiterazione di condotte analoghe a quelle già poste in essere, anche per via della modalità e della gravità dei fatti criminosi commessi da più persone riunite con particolare accanimento nei confronti della vittima; modalità che evidenziano la propensione a delinquere dell’arrestato, anche in considerazione di pregresso precedente penale a suo carico. La competente A.G. ha dunque ritenuto quale misura idonea il collocamento in comunità apparendo che la permanenza del ragazzo nel contesto sociale in cui vive lo esporrebbe ad un elevato rischio di reiterazione delle medesime condotte, altresì dovendosi desumere da tale vicenda l’incapacità del nucleo familiare dello stesso di contenerne la personalità e fornirgli i validi indirizzi educativi.

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16 novembre 2011
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