Regione Puglia ricorso TAR contro Delibera Rodi

Chiesto dalla Regione Puglia al TAR l'annullamento della famigerata delibera di Rodi che blocca la repressione degli abusi edilizi.

Dopo aver proposto per due volte, senza ottenere risultati concreti, all’amministrazione di Rodi di riesaminare la famigerata delibera n. 19 dell’11/6/2012 del Consiglio Comunale che blocca la repressione degli abusi edilizi, la Regione Puglia ha chiesto al TAR l’annullamento, accogliendo così la richiesta fatta a luglio dal WWF Foggia.

In 16 pagine, osserva il WWF, il ricorso della Regione, affidato all’avvocato Vittorio Triggiani, contesta nella Delibera, fortemente voluta dal sindaco Pinto, la violazione di ben 8 disposizioni di Legge nonché l’eccesso di potere per difetto di istruttoria e motivazione, il travisamento, l’erronea presupposizione, la contraddittorietà e lo sviamento.

Pesantissimi i rilievi della Regione <<… con la deliberazione di C.C. n. 19/2012 il Comune di Rodi Garganico ha introdotto una moratoria generalizzata ed indiscriminata, per il termine di trentasei mesi, a carico dello svolgimento dei procedimenti amministrativi in materia di repressione degli illeciti edilizi.>> Si realizza così << … una illegittima violazione degli specifici obblighi istituzionali di vigilanza e repressione edilizia previsti dalla normativa. >> Si fa osservare, infatti, tra l’altro che << .. il DPR 380/2001  impone l’obbligo, per il dirigente o il responsabile dell’ufficio, di adottare immediatamente provvedimenti definitivi al fine di reprimere gli abusi edilizi accertati e ripristinare la legalità violata.>>.

Viene evidenziato ai giudici del TAR che  la sospensione generalizzata di tutti i provvedimenti amministrativi si pone in contrasto con il dovere di concludere il procedimento amministrativo entro un termine ragionevole. A questo proposito nel ricorso si legge testualmente << Gli effetti di tale violazione sono ancor più gravi ove si consideri che la sospensione disposta dalla deliberazione di C.C. n. 19/2012 è destinata a produrre i propri effetti per un lunghissimo lasso di tempo e sostanzialmente sine die (ovvero per trentasei mesi o comunque fino alla data di adozione ed approvazione del PIRT). …. In sostanza, i provvedimenti impugnati dispongono una sospensione di procedimenti in corso dalle 6 alle 36 volte superiore rispetto ai termini di legge. >>

Altro aspetto rimarcato al Tribunale Amministrativo, evidenzia il WWF, è che per Legge la sospensione di provvedimenti amministrativi può avvenire solo se sussistono “gravi ragioni”, in un “lasso di tempo ragionevole” e comunque “strettamente necessario”. Per la Delibera n. 19  non sussiste alcuno dei presupposti di legge. Inoltre, il potere di sospensione è di competenza del Dirigente, non certo del Consiglio Comunale che è un Organo di indirizzo dell’Ente territoriale.

Il comune di Rodi, osserva il WWF, ha collegato la Delibera n. 19 al PIRT (Piano di Interventi di Recupero Territoriale). Ma anche quest’aspetto viene confutato dalla Regione Puglia  che nel ricorso precisa << Il PIRT opera esclusivamente in relazione alle opere abusive per le quali sia stata presentata domanda di condono edilizio nei modi e nei termini previsti dalla legge e che siano state ultimate entro i limiti temporali indicati dal legislatore. Conseguentemente, l’indiscriminata sospensione di tutti i provvedimenti amministrativi adottati risulta oltremodo irragionevole e sproporzionata, nonché contraria alla normativa.>>

La Regione, evidenzia il WWF, ha smascherato le maldestre e furbe manovre dell’Amministrazione impugnando anche la Delibera di Giunta Comunale n. 132 / 2012 con la quale si voleva dare l’impressione di annullare la Delibera n. 19, ben sapendo di non averne il potere che, in questo caso, spetta solo al Consiglio Comunale.

<<Esprimiamo grande soddisfazione ed apprezzamento per il ricorso al TAR promosso dall’Assessorato alla Qualità del Territorio della Regione Puglia –  ha dichiarato il Presidente del WWF Foggia Carlo Fierro – Il WWF si costituirà ad adiuvandum  ma è fondamentale che anche il Parco del Gargano intervenga nel ricorso al Tribunale Amministrativo per esprimere concretamente una decisa volontà di contrastare l’abusivismo edilizio che inesorabilmente sta sfregiando la montagna del sole.>>

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8 novembre 2012
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