Resoconto del workshop Strategia Rifiuti Zero per la Capitanata

Positivo il bilancio del workshop su rifiuti zero a Foggia.

E’ stata presentata con un buon successo di pubblico la Strategia Rifiuti Zero a Foggia, durante il workshop durato tutta la giornata di sabato 26 maggio 2012 presso l’auditorium della Biblioteca Provinciale “La Magna Capitana”. La giornata di informazione e formazione intorno all’innovativa strategia di riduzione a monte degli imballaggi e raccolta differenziata porta a porta spinta ha visto la partecipazione – oltre agli esperti del Centro Ricerca Rifiuti Zero di Capannori (ormai noto Comune in Provincia di Lucca, che ha aderito per primo in Italia a questo percorso) come Rossano Ercolini, Roberto Cavallo e Raphael Rossi -, di diverse istituzioni e sindaci della Capitanata, in particolare quella costante dell’assessore provinciale alle attività produttive e all’ambiente Pasquale Pazienza.

A fare da padrone di casa l’associazione Capitanata Rifiuti Zero, ideatrice della manifestazione insieme alle ACLI di Capitanata, l’AICO (Idee Comuni), Panoplia e al Consorzio Artigiani, tutte riunite di recente nella rete “AIR Capitanata”. Secondo il presidente dell’associazione, Francesco Caravella“Rifiuti zero è un viaggio, e non una meta, che si può realizzare solo attraverso un giusto mix di cittadinanza attiva, impresa innovativa e buona politica. Quest’ultima è mancata, finora”. “Viaggio”, che tra l’altro, “come dimostrano le dinamiche economiche globali, quali la scarsità di risorse e la delocalizzazione cavalcante del Made in Italy, è consigliabile a tutte quelle imprese nostrane che devono necessariamente reinventarsi in tempo di crisi. Il riciclo e la trasformazione dei materiali di scarto possono ridare fiato alle piccole e medie imprese, se queste solo si coalizzano”. Ad accorgersene è stato proprio questa settimana il parlamento UE, adottando una mozione per ridurre allo ‘zero’ il rifiuto residuo da smaltire in discarica o negli inceneritori e indicando nel riciclaggio il volano industriale per eccellenza oggi”*.

Subito dopo questa premessa, il saluto del Sindaco di Foggia, giunto per complimentarsi dell’iniziativa di sensibilizzazione: secondo Gianni Mongelli, “la situazione della crisi-rifiuti a Foggia ha subito un sensibile miglioramento negli ultimi due mesi”.

Il rappresentante dell’Ente provinciale Pazienza, pur partendo da uno scetticismo nei confronti della modalità di raccolta porta a porta, ha assicurato il suo ascolto e la sua disponibilità a ragionare su soluzioni a lungo termine al problema dei rifiuti, fra cui anche l’incentivazione dell’ecopackaging dei prodotti locali e della produzione del compost, da usare come ammendante in agricoltura: “la situazione attuale, però, non consente di pianificare sia perché le deleghe sono su scala regionale, e non su scala provinciale, sia per la presenza in Capitanata di impianti già programmati che condizionano la vision in materia di rifiuti per i prossimi quindici anni”. Diversamente la pensano le associazioni, che evidenziano – al contrario – come sia in corso attualmente la procedura di Valutazione Ambientale Strategica per l’aggiornamento del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani e che la Provincia insieme al Comune capofila dell’ATO provinciale Foggia, i quali non avrebbero ancora presentata alcuna ipotesi di scenario nell’ambito di questa procedura regionale (a differenza di quanto richiesto espressamente dalla stessa Regione); esse sottolineano, inoltre, l’importanza di dotarsi quanto meno di un piano provinciale di prevenzione dei rifiuti e della CO2 derivante dal loro ciclo e di considerare il risparmio energetico come vera e propria fonte rinnovabile in sé. L’emergenza è stata finora il pretesto per non pianificare, ma agire in regime di deroga alle direttive europee, che pongono l’asticella al 65% di recycling entro il 2012; a ciò si aggiunga la recente legge regionale sull’ecotassa, in base alla quale tutti i Comuni pugliesi che non raggiungeranno entro l’anno almeno il 40% (l’attuale media regionale è del 20%, quella provinciale del 15%) subiranno una stangata, per cui si prevedono aumenti certi della tassa.

Successivamente, a prendere la parola Nicola Di Franza, presidente della Federazione Provinciale delle Imprese per l’Ambiente (Confartigianato), il quale ha sottolineato – prendendo spunto dalla vicenda del SISTRI -, come la burocrazia italiana sia da ostacolo a quelle aziende private virtuose che svolgono da anni sul territorio un ruolo fondamentale facendo recupero e trasformazione dei materiali, spesso in concorrenza con chi smaltisce illecitamente: “le imprese locali sono di fatto danneggiate dalla mancanza di controllo, non solo quelli in città da parte della polizia municipale ricordati dal sindaco di Foggia, ma su tutto il territorio e in campagna. I continui roghi tossici di tubicini e rifiuti agricoli sottraggono plastica al riciclo, e sappiamo bene oggi il costo reale del petrolio; su questo aspettiamo da due anni un confronto stabile con la Provincia”. Di Franza, inoltre, ha voluto accennare patriotticamente all’inopportunità di ipotesi come quella del piroscissore (leggasi: inceneritore o “termovalorizzatore”) che la società spagnola Platinum (che Di Franza, però, non cita esplicitamente), vorrebbe costruire presso lo stadio Zaccheria, rilevando il Foggia Calcio. Infine, due precisazioni importanti: i rifiuti sono in realtà ‘materie prime seconde’ e gli stessi industriali devono fabbricare solo beni che nella loro fase post-consumo possano essere del tutto o quasi riciclabili da parte degli stessi produttori (responsabilità estesa del produttore).

Raphael Rossi, chiamato in causa forse per la prima volta dalle associazioni a discutere nel merito della situazione dell’intera Capitanata in senso lato, ha evidenziato come qui non ci sia un problema culturale, come dimostrano esempi concreti tra cui Troia. “Non sono i cittadini a non essere pronti, bensì le amministrazioni”. Per Rossi, la strategia su Foggia è in attesa purtroppo da troppi mesi, per cui è possibile unicamente pianificare, ma con zero garanzie per il futuro”.

Ugualmente per Roberto Cavallo di ERICA, società cooperativa piemontese che si occupa di ricerca, comunicazione e progettazione ambientale, la cittadinanza è preparata. E illustra un caso di successo di come applicare una pianificazione basata sulla raccolta domiciliare su un intero territorio – quello della Provincia di Vercelli, che, grazie ad un’alternanza di pianura e montagna, presenta analogie con quello di Foggia, che Cavallo ha avuto già modo di studiare concretamente. Questo caso dimostra come non solo l’investimento iniziale del consorzio vercellese per passare alla porta a porta è stato ammortato nel giro di tre anni, ma per merito delle alte percentuali di differenziazione raggiunte in questo periodo si è passati ad una riduzione della tassazione (TARSU). Inoltre, la raccolta porta a porta ‘condominiale’, sperimentata di recente in un quartiere della città di Cerignola, rappresenta un’alternativa economicamente fattibile al modello ‘domiciliare’ in uso specialmente nei paesi.

Per concludere la sessione mattutina, Rossano Ercolini, coordinatore delle attività del Centro di Ricerca Rifiuti Zero a Capannori, ha puntualizzato come è per prima cosa necessario vincere tutti insieme, cittadini e istituzioni in un clima di reciproca fiducia, la battaglia contro le cattive pratiche, affinché si possano instaurare quelle virtuose. Com’è successo a Capannori col coinvolgimento di un’intera comunità nel cammino “verso rifiuti zero entro 2020″, superando il 95% di riciclo: “inceneritori e raccolta differenziata non possono convivere, perché questi impianti hanno bisogno dei preziosi materiali come plastica, carta e alluminio per alimentare i propri forni”. Per Ercolini, ciò non solo è inutile e dannoso per la salute, ma anche contrario ai trend economici che vedono le economie emergenti, come Cina, India, Indonesia e Brasile, in costante penuria di risorse e materie prime per i settori manifatturieri, che stanno cominciando a importare dall’Europa materiali provenienti dalle raccolte differenziate. Rifiuti Zero va oltre il riciclaggio, in quanto per raggiungere lo “zero” è necessario ridisegnare tutti i prodotti che non sono completamente riciclabili (o compostabili) e che uno degli ideatori della Strategia Paul Connett definisce “errori di progettazione”.

La sessione serale del workshop, il forum, è stata condotta magistralmente dalla giornalista Germana Zappatore e inaugurata dal portavoce di AIR CapitanataMarcello Sciagura, che è presidente di AICO, ha spiegato qual è il senso di “Associarsi in Rete” (in breve, AIR), piattaforma di associazioni e cittadini nata in seguito all’esperienza positiva di mobilitazione per l’aeroporto civile. “Siamo all’inizio. Abbiamo capito, in primis, che aspettare la politica non serve, dunque bisogna organizzarsi e costituire una rete che sia in grado di seguire tutte le problematiche che assillano la Capitanata, dall’urbanistica al sociale, dalla vocazione alla sostenibilità della nostra terra ai beni comuni, rilanciando il ruolo metropolitano della Città di Foggia – grande assente nelle trasformazioni che interessano la Provincia, di cui dovrebbe diventare però il fulcro.”

Altro intervento imprenditoriale è stato quello di Antonio Nunziante, presidente del ConArT. Il Villaggio Artigiani, che da tempo è preda di un vero vandalismo dei rifiuti e di degrado, ha presentato in realtà progetti di rigenerazione urbana, che lo renderebbero protagonista del cambiamento futuro della Città di Foggia e della Provincia.” Fare rete è anche la filosofia con cui è nato il Villaggio Artigiani, attualmente in cerca di uncollegamento più diretto con il tessuto urbano ed un’integrazione col centro della vita e degli scambi urbani. Proprio in quest’ottica di apertura nei confronti della spazio-città, è nato il progetto di collaborazione con Capitanata Rifiuti Zero e il progettista Giuseppe Dimunno, dando vita ad un disegno ambizioso di rivitalizzare un’area adiacente al villaggio, quella del mercato ortofrutticolo, tramutandolo in una specie di “IKEA del Riuso”. L’idea del “Parco del Riciclo” (che sarà inserita nel nuovo piano urbanistico di Foggia) prevede la creazione di un’isola ecologica al servizio del rione Martucci, un centro di trasferenza e di ricerca per i sottoprodotti delle imprese artigiane e infine un ecoparco, dove sia presente un centro di riparazione e riuso al servizio di tutta la cittadinanza e idoneamente attrezzato per l’educazione ambientale a servizio delle scuole.

“Dalla crisi si può uscire anche con l’articolo 18!”, ha raccontato Gigi Perinello di Astroflex, calzaturificio mantovano che continua a produrre scarpe italiane, rispettando l’ambiente grazie a materiali naturali e plastiche rigorosamente riciclate. Infatti, il motto è Ragioniamo con i Piedi. “L’economicità sta tutta nell’abbattere tutti i costi del marchio e della filiera di distribuzione tradizionale, puntando sui Gas (gruppi d’acquisto solidale) e sul passaparola. Quel valore etico in più è ciò fa stare il nostro prodotto sul mercato – bada bene – locale“.

Il sindaco di Troia Edoardo Beccia ha spiegato il percorso che ha portato il Comune a raggiungere il 72% di raccolta differenziata e l’importanza a tal fine di coinvolgere le scuole, la cittadinanza e gli agricoltori attraverso ecocentri in città e nelle aziende agricole, e delle cooperative sociali costantemente a tu per tu con le utenze. Mamancano di impianti che trattino l’umido con digestione aerobica o anaerobica, compostaggio e biodigestione, che Troia è disponibile ad ospitare sul proprio agro.

Per Federico Massimo Ceschin (esperto di marketing territoriale di stanza in Puglia, ma d’origine venete) rifiuti zero fa rima con “crescita zero”, che non significa semplicemente una moratoria edilizia, ma una maggiore attenzione al risanamento, al recupero del patrimonio edilizio esistente e vuoto in un Paese sempre più minacciato dal rischio idrogeologico e dal cemento. E’ questo lo spirito della campagna nazionale Salviamo il Paesaggio, Dinfendiamo i Territori. “E’ necessario prendere coscienza che per la prima volta in Puglia, e non solo qui, il fatturato del settore turistico ha superato quello del mattone”. Dunque, è importante che le istituzioni prendano, in materia di rifiuti, decisioni nel rispetto della vocazione territoriale e che i cittadini siano consapevoli che la bellezza del paesaggio e delle località turistiche pugliesi non può prescindere dalla raccolta porta a porta.

Da parte di Michele Eugenio Di Carlo, presidente del Comitato per la Tutela del Mare del Gargano, un duro atto d’accusa alla classe dirigente del Gargano, incapace di comprendere il nesso tra sostenibilità e sviluppo del territorio, anche davanti a proposte, come quella del Distretto biologico del Gargano a Rifiuti Zero, lanciato dal comitato insieme alla condotta dauna di Slow Food. L’indifferenza della politica provinciale e regionale di fronte a temi come trivellazioni, eolico offshore e navi affondate (su quest’ultimo tema, ci sono indiscrezioni scottanti)fà dire a Di Carlo che: il “Gargano e la Capitanata devono attuare al più presto virtuose prassi amministrative al fine di produrre strategie di sviluppo a “rifiuti zero con stop al consumo di territorio”, capaci di generare trasparenza e partecipazione.”

Nelle conclusioni, affidate ancora una volta al portavoce nazionale della rete rifiuti zero, Rossano Ercolini si è soffermato questa volta sulle specificità del territorio del Tavoliere, il “Granaio d’Italia”, che dovrebbe essere per antonomasia una filiera corta biologica del compost (cioè, humus) – senza invece nascondersi la perdità di sostanza organica nei suoli dovuti all’ipersfruttamento e al riscaldamento globale. “Serve, altresì – afferma a gran voce il coordinatore del Centro di Ricerca di Capannori – un tavolo operativo provinciale in Capitanata, lo chiedono le imprese locali e le associazioni e la politica dovrebbe rispondere presente e farsi promotrice di una tal forma di dialogo.”

A far da cornice all’evento, anche una mostra di laboratori di riciclo creativo e la partecipazione di unadelegazione scolastica del liceo classico del Capoluogo.

La qualità e la specificità dei contenuti ed le oltre 200 registrazioni di partecipanti hanno fatto di questo workshop un’esperienza positiva, che sicuramente si concretizzerà presto in ulteriori passi e in risultati incoraggianti sia per la tutela ambientale sia per lo sviluppo della Daunia.

Si replica mercoledì alle 15,30 presso la sala cinematografica Farina con la proiezione del film sulle nanoparticelle e i danni degli inceneritori “Sporchi da morire” (ingresso gratuito).

(Il filmato con tutti gli interventi in programma sarà presto sul sito www.capitanatarifiutizero.it).

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28 maggio 2012
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