Inceneritore “La Fenice” di San Nicola di Melfi: la Provincia di Foggia si muove per tutelare la salubrità dei cittadini e dei prodotti agroalimentari

Attività di monitoraggio dell’aria – da effettuarsi attraverso una centralina mobile posta al confine regionale in agro di Candela –, identificazione – attraverso i modelli di caratterizzazione in arrivo dall’Arpa Basilica –dei punti del suolo da analizzare, sollecitare l’Asl per le campionature dei prodotti al consumo e la Regione Puglia per la consegna delle cartografie dei pozzi della falda acquifera. Sono queste le determinazioni scaturite dal tavolo tecnico svoltasi stamattina presso l’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Foggia circa la situazione d’inquinamento che l’inceneritore ‘La Fenice’ di San Nicola di Melfi avrebbe potuto causare a danno della salute dei cittadini foggiani e dei prodotti agricoli coltivati in agro di Candela ed Ascoli Satriano. Alla riunione, convocata con urgenza dagli assessori Stefano Pecorella e Savino Santarella, hanno preso parte Massimo Blonda (Arpa Puglia), Giovanni Napolitano (Arpa Dop Foggia), Stefano Palladino (assessore all’ambiente del Comune di Cerignola), Giovanni Dattoli (dirigente dell’assessorato provinciale all’ambiente), Michele Sollazzo e Mimmo Di Gioia (rappresentanti dei comitati e delle associazioni territoriali).

L’attività dell’inceneritore (che sorge a meno di 800 metri dal confine tra le province di Foggia e Potenza) è stata sospesa un mese e mezzo fa a causa dello sforamento dei parametri d’inquinamento prodotto dall’impianto. La Provincia di Foggia, attraverso l’Assessorato all’Ambiente, non appena recepita l’istanza di chiusura, si è attivata per tutelare la salute dei cittadini e il ciclo alimentare che si sviluppa in quella zona ad alta densità agricola (grano ed ortaggi le attività principali).

“Non abbiamo competenze territoriali in merito – ha spiegato l’Assessore Pecorella -, ma siamo preoccupati perché il superamento dei limiti stabiliti non è stato episodico. Noi non possiamo e non vogliamo stare fermi. Da questo tavolo sono scaturite delle indicazioni che abbiamo recepito, le quali saranno nostro strumento per coinvolgere le Regioni Puglia e Basilica, la Provincia di Potenza e l’Arpa lucana. Questo tipo di analisi ispettiva – conclude – ci farà capire se e a quanto corrisponde l’incidenza di tale inquinamento sul nostro territorio. I cittadini hanno il diritto di sapere la verità”. Preoccupazione è stata espressa anche dall’assessore Santarella, che è anche ex sindaco di Candela. “C’è assoluta necessità di fare chiarezza su questa situazione. I cittadini e gli imprenditori – aggiunge – sono allarmati e preoccupati. Ritengo che le determinazioni scaturite oggi sono le migliori che potevamo auspicare sia come Istituzione che come cittadini”.

Informazioni tecniche dettagliate sono giunte dal rappresentante dell’Arpa Puglia. “Il fiume Ofanto è sotto costante monitoraggio e dall’ultimo report non risultano forme d’inquinamento preoccupanti. Piuttosto – evidenzia Blonda – , visto che i probabili motivi d’inquinamento di quell’inceneritore dovrebbero essere nell’abbattimento dei fumi o nell’emissione delle ceneri vere e proprie, bisogna acquisire (arriveranno entro 10 giorni) dall’Arpa Basilicata i modelli di ricaduta sul suolo e dalla Regione Puglia la mappa dei pozzi per poter analizzare la falda acquifera. A rassicurazione vorrei segnalare che al momento l’aria non è temporaneamente interessata da inquinamento”.

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7 novembre 2011
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