Rocchetta Sant’Antonio: NON Facciamo morire la Rocchetta – Avellino

La storica tratta rischia di essere soppressa per mancanza di finanziamenti nonostante in questi ultimi anni ha ritrovato la vita attraverso flussi turistici che apportano sviluppo ai piccoli centri Dauno - Irpini

L’Associazione Culturale di Rocchetta Sant’Antonio “LiberaMente” di concerto il movimento irpino “In Loco Motivi” sta promuovendo una campagna di sensibilizzazione e denuncia su quanto sta succedendo sulla tratta ferroviaria Avellino – Rocchetta. «Purtroppo i tagli che interesseranno i trasporti regionali stanno per abbattersi anche sulla nostra amata linea ferroviaria con il rischio di soppressione delle corse. Tutto questo accade proprio ora che qualcosa si sta muovendo per valorizzare quest’importante tronco luogo di scambio culturale. Sul versante Irpino il mondo dell’associazionismo si sta muovendo con un invio su larga scala di mail e lettere agli assessorati competenti. Sulla stessa linea d’azione la nostra associazione ha redatto una lettera tipo da inoltrare ai nostri referenti politici in Regione proprio per attivare una coscienza comune sul bisogno di tutelare e valorizzare la storica tratta unico punto di forza sul piano delle infrastrutture per Rocchetta». La tratta ferrovia, ha un valore storico oltre che strategico, difatti è stata istituita da Francesco De Sanctis per collegare questa’area del Mezzogiorno d’Italia. La ferrovia Avellino – Rocchetta Sant’Antonio è una tratta della Campania ma che attraversa anche in piccola parte la Basilicata e la Puglia. Lunga circa 100 km è oggi una della linee più belle d’Italia per i suoi paesaggi e per la natura sconfinata che attraversa con la sua sinuosa strada ferrata che i alterna tra ponti e guadi del fiume Ofanto. Inizialmente questa linea avrebbe dovuto essere inserita nel collegamento transappenninico Foggia – Napoli: infatti, in epoca pre-unitaria si pensava ad un collegamento che passasse per Conza piuttosto che per Benevento poiché quest’ultima città costituiva un’ enclave pontificia in terra borbonica e il passaggio per essa avrebbe comportato problemi di natura politica. In seguito alla creazione del Regno d’ Italia, si optò per la linea Foggia – Bovino – Benevento – Caserta – Napoli relegando alla linea Rocchetta Santa Venere – Conza – Avellino un ruolo secondario. Il Governo stipulò in data 21 giugno 1888 la convenzione con la Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo per la costruzione della linea; un mese più tardi, la convenzione in oggetto, assieme a quelle per le linee Rocchetta – Gioia e Rocchetta – Potenza, venne confermata con la legge n° 5550 che prevedeva per le tre linee lo stanziamento della somma di 114 milioni di Lire. La linea venne realizzata in diversi lotti e fu completata nella sua interezza il 27 ottobre 1895; va detto che il letterato Francesco de Santis (nativo di Morra) si battè moltissimo per la costruzione di questa linea che avrebbe consentito alle popolazioni dell’ Alta Irpinia di uscire dal loro antico isolamento. Ed, in effetti, il treno è stato davvero un mezzo di comunicazione valido da queste parti almeno fino agli anni ’50 e ’60, durante i quali, complici, prima, lo spopolamento delle zona e, poi, lo sviluppo della motorizzazione privata, il treno ha gradualmente perso la sua importanza. Ora questa tratta diventa occasione di sviluppo grazie ad una straordianaria organizzazione del mondo associativo e culturale che ha messo su una serie di itinerari turistici con l’utilizzo del treno e la riattivazione della tratta. Itinerari che stanno facendo registrare il tutto esaurito con numerose presenze domenicali che non solo danno la possibilità alla tratta di trovare una collocazione diversa ma che ravvivano i piccoli centri ricadenti sulla ferrovia pronti ad ospitare con sagre e manifestazioni culturali i gruppi organizzati. L’organizzazione dei viaggi tiene conto anche dei mesi invernali dove attraverso il treno si raggiunge la stazione sciistica di Laceno e i centri più alti del crinale Irpino – Dauno. L’associazione LiberaMente ha avviato questa campagna di sensibilizzazione per mantenere in vita qualcosa che può realmente dar un futuro al turismo locale. Qualcosa che già sta dando buoni frutti con picchi di successo inaspettati. Chiudere tale tratta o meglio non finanziare le corse significa tappare le ali ad uno sviluppo vero e concreto che non collide con la naturalezza paesaggistica e antropologica delle piccole realtà ricadenti sulla storica tratta. Per contribuire alla campagna di sensibilizzazione bisogna scaricare la lettera dal sito http://www.liberamenteonline.com/ e inviarla agli indirizzi citati nel socumento o via posta ordinaria o via mail.

Clicca qui per leggere la lettera inviata al Governatore Vendola.

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15 novembre 2010
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